Ritorno di Hans Schmidt.
Nel segno stanco della mano
non riconosci te stesso.
Hai camminato
con lunghi orizzonti chiusi
negli occhi di specchio opaco
né lampi di tenebra
né fuochi agghiaccianti
hanno stupito il tuo silenzio assente.
Hai frantumato nel fango
le mani di madri stanche
sulla pianura di gelo sparso
quando uguale amore
ancora scaldava i tuoi occhi.
Hai ascoltato con orecchio sordo
il pianto delle rotaie
mentre il tuo sguardo senza ciglia
si nascondeva nei corpi di spine.
Hai scandito la vita
rinunciata nella steppa
con passo di morto senza resurrezione.
Non ti ha visto il lungo ritorno
né il segno stanco della mano
riconosce il respiro dell'altra terra.
Ormai la vendetta
avvolge di eterno il tuo tempo.
Caro Guisito e cari amici miei, ma sopratutto di mia moglie, molto più attiva di me sul suo sito.
Sono molto in viaggio e ritengo che intervenire di quando in quando non sia lo scopo di chi ama scambiarsi in modo continuo e appassionato idee, curiosità e, perchè no, facezie e segnalazioni intereressanti.
Cercherò di intervenire qualche volta se un fatto mi colpirà in modo particolare ma, visto l'andazzo delle cose in Italia e nel mondo, mi sembra che tutto si sia appiattito su aspetti totalmente assurdi presenti giornalmente in maniera ossessionantemente ripetitiva per cui diventa difficile scegliere un avvenimento o solo un fatto che esca da questa sconsolante "normalità"
Per consolarmi vi invio un mio componimento che spero possa suscitare qualche commento e qualche discussione.
Cari saluti a tutti, Giorgio
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